Sveglia alle 4

È arrivata la sera prima del fatidico giorno della visita al parco Corcovado organizzata presso l’agenzia Osa Wild di P. Jimenez.
Appuntamento alle 5.30 in centro, poi saremo in 5 o 6 in un fuoristrada Land Cruiser per raggiungere, in circa un’ora e mezza di strada sterrata, la località Carate ed accedere al parco dopo circa un’ora aggiuntiva di cammino lungo la spiaggia.

Dal momento che non farò colazione all’hotel, Nena de Las Islas Lodge mi ha preparato un ‘cestino’, una busta a chiusura ermetica con altre bustine di minori dimensioni a racchiudere un sandwich con prosciutto e formaggio, biscotti, un succo di frutta, una banana e pezzi di anguria, melone e ananas. Una meraviglia! Grazie Nena! Mi sento coccolato.

In camera a Las Islas ‘by night’

Piatti tipici

La colazione tipica costaricense è il gallo pinto: riso saltato insieme a fagioli scuri che gli danno un colore screziato, servito con uova fritte strapazzate, formaggio oppure natilla cioè panna acida e infine pane tostato o una tortilla, talvolta accompagnati da un po’ di prosciutto.

Gallo pinto con huevos revueltos, natilla y pan tostado. La colazione in hotel a Uvita
Gallo pinto con huevos revueltos, natilla y pan tostado. La colazione in hotel a Uvita

Questa era l’unica colazione a disposizione all’Hotel Bahia Azul a Uvita. Qui a Las Islas a Puerto Jimenez ci sono 6 combinazioni di colazione per tutte le abitudini.
La prima mattina ho scelto quella continentale, composta di papaya, mango, melone, anguria fresche con pane tostato, burro e una meravigliosa marmellata di guava oltre a succo di frutta e caffè.

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Stamani ho chiesto quella tipica ed era molto più saporita e gradevole di quella provata ad Uvita. Un filetto di avocado e uno di platano maduro fritto oltre ad un tortilla e prosciutto.

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A parte la prima sera che ho optato per una buona pizza marinara cotta a legna da PizzaMail.it gestito da Nadia, italiana trapiantata da anni, ieri, su suggerimento della proprietaria della struttura che mi ospita, ho provato una ‘trattoria’ locale tipica ed economica, il Bar Ristorante Lossari.
Ero in effetti l’unico straniero in questo posto accompagnato da musica che pareva la ranchera tradizionale messicana.
Ho preso un casado di pollo in salsa. Il casado è un piatto completo di carne o pesce accompagnato sempre da verdure e gli immancabili riso e fagioli scuri e, in questo caso, una frittatina con verdure davvero speciale.
Piatto speziato al punto giusto, mai piccante a differenza di ciò che si potrebbe pensare.

Il casado di pollo del ristorante Lozari a Puerto Jimenez
Il casado di pollo del ristorante Lossari a Puerto Jimenez

Per un’idea sul tenore di vita e sui prezzi, questo piatto (in un locale per costaricensi) e una birra Imperial mi sono costati quasi 9€.
Un espresso al Sibu Cafè di Uvita costava 2€ tondi.

La Finca Köbö

Una giornata dal valore inestimabile

La prima volta che ho scoperto e desiderato visitare questa azienda agricola è stato un anno e mezzo fa, curioso anche di scoprire similitudini e differenze con la Finca Vista Alegre di Daniele Vestri nei pressi di Higüey che ho visitato nella Repubblica Dominicana nel 2011.
Qui alla Finca Köbö sperimentano metodi naturali per la salvaguardia degli ecosistemi naturali e per la convivenza tra animali e piante, difficile da spiegarsi in due parole. Diciamo che proteggono alcuni tipi di frutto dagli insetti con piante che li allontanano e proteggono altri tipi di frutto dalle scimmie circondando tali piante con altre dai frutti ad esse gradite o creando appositi corridoi per gli animali della giungla che restano liberi di muoversi senza interferire con le coltivazioni.

Però la giornata di oggi è stata imprevidibilmente ricca di scoperte, di luoghi, piante, frutti, sapori e più che altro delle persone con cui ho avuto la fortuna di condividere sensazioni ed emozioni che non so se sarò mai in grado di mettere adeguatamente in parole.

Già il solo fatto che Nena, che lavora a Las Islas, sia venuta a prendermi con il nipote Ian per andare insieme rende l’inizio speciale. Scoprire poi che per lei, che vende il tour a tale azienda agricola agli ospiti di Las Islas, fosse stata organizzata una visita privata, ha fatto si che il botanico e naturalista Juan Luis non seguisse lo schema turistico della visita e ne è venuto fuori un incontro e confronto di culture, abitudini e conoscenze impagabile.

Di persona potrò raccontare ulteriori dettagli degli esperimenti alla Finca Köbö (significa ‘sogno’ nella lingua del popolo Guaymì che vive ancora in una riserva al confine tra Costa e Rica e Panama ed è libera di attraversare la frontiera).
Per non parlare dei dettagli della coltivazione, fermentazione, essicazione e tostatura del cacao che ci è stato macinato a vista potendone separare ed assaggiare il burro da una parte e la pasta risultante dall’altra. Sapori mai conosciuti che mi hanno fatto visibilmente versare lacrimoni per l’emozione. Producono anche caffè.

La degustazione finale e l’intrattenimento con i proprietari e familiari oltre che con Nena e il nipote hanno reso l’esperienza unica ed irripetibile. Non dimenticherò mai questa giornata tra le migliori di questo viaggio.

Secondo me il video più interessante di questo blog

Questi ticos: le persone a Las Islas

Che servizio, ma oltre ciò disponibilità e una generosità ovunque cui noi non siamo abituati. Basta chiedere un’indicazione e chiunque smetterà di fare ciò che sta facendo per aiutarti. Talvolta non serve chiedere aiuto perché se ti vedono in difficoltà si fanno avanti da soli per offrirtene.
Qui a Las Islas il giardiniere, Johnny, terminata la pulizia della piscina, mi ha fatto da guida per avvistare animali e poi ha terminato dicendo che se mi piaccciono la natura e gli animali lui quando finisce di lavorare si ritrova con alcuni amici ‘al campo’ dove ha molti animali.
Dal momento che sarò alla Finca Köbö ho dovuto rifiutare ma spero di approfittare se ci sarà altra occasione.

Fernanda, la titolare de Las Islas, ieri sera mi ha sommerso di informazioni e prestato la propria bici, mentre Oscar, il figlio di 5 anni mi tempestava di domande e mi accompagnava per mano qua e là.

Oggi visiterò la Finca Köbö, una azienda agricola all’avanguardia per alcuni esperimenti di reforestazione che organizza un tour delle piantagioni tra cui il cacao che viene prodotto con degustazione finale di cioccolato prodotto e lavorato sul posto. Era una delle tappe previste da più di un anno.
L’altra addetta, Nena, simpatica signora sui 55, si è proposta, solo se voglio, di portarmi in macchina facendo la visita insieme perché le interessa e non c’è mai stata.
In questo paese la conoscenza delle persone vale non meno della scoperta dei paradisi che ospita.

Caimani in giardino

In poco più di mezz’ora, a Las Islas Lodge, nel vialetto tra la reception e la mia camera ho avvistato di tutto.
Tucani, martin pescatori, iguane, gechi, tartarughe, colibrì di vari colori e dimensioni, macachi e caimani nel fiumiciattolo che scorre tra gli appartamenti. Scimmie scoiattolo hanno attraversato il parco nel tardo pomeriggio.

Un dovuto aggiornamento del post mi obbliga ad inserire, a fine viaggio, foto e un breve video degli animali avvistati esclusivamente all’interno dei giardini de Las Islas Lodge. Difatti ne ho visti molti più ma non ho avuto la possibilità di immortalarli.

Las Islas: pura vida!

Per la struttura che mi ospita durante l’ultima tappa nel paese non mi viene un termine diverso che favolosa.
Dal momento che il minuscolo e polveroso villaggio di Puerto Jimenez dista circa mezz’ora a piedi o richiede corse in taxi, mi hanno messo a disposizione una bici e con 2$ possono ordinarmi pranzo o cena da ognuno dei locali presenti. Non c’è ristorante annesso ma un bar si.
Qui è favoloso!

È necessario un aggiornamento a questo post per una menzione speciale alla colazione: vero che venendo da Bahia Azul di Uvita dove non c’era scelta qualunque cosa in più fa scena, ma il menu colazione de Las Islas con 6 tipi di  colazione è davvero da leccarsi i baffi. Ce n’è per ogni gusto: tipica locale, continentale, francese, americana con uova e bacon,..
Il tavolino con succhi di frutta, latte, caffé e confetture ti stuzzica mentre aspetti che ti preparino quella prescelta.
Le mie scelte sono sempre state tra:

  1. costaricense con uova, riso, fagioli, avocado, filetti di platano maduro fritto, avocado fresco, tortilla con prosciutto e formaggio alla piastra;
  2. continentale: pane tostato, burro e un’ottima marmellata di guava oltre a frutta ‘di stagione’ (e qui a km 0!) come banana, ananas, papaya, mango, melone e anguria;
  3. pan cakes e il medesimo asstortimento di bocconcini di frutta fresca.

Insomma, dovrò proprio venire via di qui?!

Las Islas Lodge
Puerto Jimenez, Osa Peninsula, Puntarenas
www.lasislaslodge.com

Tra Uvita e Golfito

Anche per questo spostamento il mezzo principale sarà un autobus di linea. Finora mi sono trovato bene con gli standard dei mezzi pubblici e la viabilità si è dimostrata più che adeguata, a differenza delle indicazioni della ultima ed ‘aggiornata’ Lonely Planet.

Rispetto ai precedenti passaggi da San josè a Manuel Antonio ed al successivo fino a qui, il paesaggio pare diventare pianeggiante e meno circondato da rilievi.
I colori si fanno più sgargianti, specie nei prati forse perché questi cominciano a dominare la scena. Le coltivazioni di palme, più rare, resistono ancora.
Le zone si fanno meno densamente abitate e certamente non urbanizzate a parte i piccoli centri caotici di Palmar Norte e Rio Claro. Qui, dalla strada che in 20km arriva alla frontiera con Panamà, si divide quella che rientra verso Golfito.

Mano a mano che si scende si vedono pochissime rudimentali costruzioni (per non dire baracche) coperte di ondulati metallici o sintetici ma sempre rigorosamente dotate di antenne satellitari. Qualche sporadica pulperia (bottega di generi alimentari) e piccoli locali di ritrovo, orticelli e qualche capo di bestiame secondo una progressiva minore densità e sempre attorno ai rivoli di acqua dolce.

Golfito ha l’aspetto atteso: quella di un centro sviluppatosi per la presenza di una grande azienda e relative piantagioni di banane. Una grave malattia colpì le piante tanto duramente da costringerla a chiudere i battenti. Nel tentativo di salvare la zona, il governo vi istituì una zona duty-free detta ‘la zona americana’, oggi meta di famiglie costaricensi che si recano al profondo sud per spese folli ma, a parte questo, è un luogo frequentato solo da diportisti ubriachi e prostitute.
Non ho avuto né tempo né voglia di scattare foto in questo squallido centro per dirigermi immediatamente al ‘muellecito’ (piccolo molo) che ospita l’andirivieni dei ferry-boat che in poco più di mezz’ora attraversano il golfo Dulce da e verso Puerto Jimenez.

Domani verso Puerto Jimenez

Al centro informazioni turistiche di Uvita una brillante e simpatica signora mi ha suggerito un’alternativa allo spostamento che prevedevo per domani e che comportava una mostruosa levataccia al buio o una rischiosa coincidenza.

In pratica prenderò un bus alle 10 che in due ore mi porterà a Golfito e da lì ferry boat o al peggio acqua taxi a destinazione risparmiando tutta la strada pessima nella penisola di Osa.
Ottimo! Peraltro riguardando alcune foto e dettagli de Las Islas Lodge, sono proprio curioso.

Temo proprio che in questa tappa non potrò fare a meno del noleggio di una vettura, specie se vorrò vedere alcuni posti in zona..

Ultimo giorno a Uvita

Ieri dopo la gita in barca e un meritato riposo, sono partito dall’hotel alle cinque e mezza per percorrere ancora con la luce del giorno i 3.4km che mi separano dal centro di Uvita (il sole, da quando sono in Costa Rica sorge sempre alle 5.58 e tramonta alle 17.41, alle 18 è buio).
Mi sono fermato al Sibu Cafè per una bibita e quattro chiacchiere poi mi sono diretto ad una pizzeria che avevo notato. Finalmente un eccezione: ho mangiato la pizza più pesante che io ricordi in età adulta. Il locale era ovviamente gestito da un italiano.

Stamani ricca colazione, incontro con un gruppo di harleysti panamensi (tutti sopra i 40 e si giubbotti di pelle, ma barba perfettamente fatta e chiaramente tutti facoltosi).
Ho fatto i 20 minuti di cammino per la spiaggia ma lì, anche prima delle 9, ho resistito mezz’ora al sole prima di mettermi all’ombra.

Ricco bagno lanciandomi tra le onde a volo di superman e stop alla Flutterby House per spuntino. Ho conosciuto una coppia di hippies settantenni di quelli che potrebbero essere stati a Woodstock… Non ho avuto il coraggio di fotografarli. Meravigliosi. Meraviglioso l’ostello, vale la tappa di Uvita!
Da lì mi sono nuovamente incamminato per l’hotel e ho fatto autostop e strappato un passaggio.

Più tardi tornerò in centro x chiedere conferma degli orari dei bus per l’ultima tappa e verosimilmente cenerò in centro.

In barca nel parco Ballena

Ritrovo alle 8.30 all’ingresso del Parco Nazionale Marino Ballena, briefing sul tour e sulle precauzioni e via. Un gruppo di 8 persone di varie provenienze alla ricerca di delfini e realisticamente non delle balene che sono più facilmente avvistabili tra agosto e ottobre.
La guida, Pedro, era veramente molto preparata e discorreva in varie lingue (si è scelto lo spagnolo vista l’eterogeneità di idiomi) di animali, geologia, storia. Toccante per me l’espressione soddisfatta di Pedro dopo il recupero dal mare di un cartoncino di succo di frutta che ha richiesto un paio di manovre, cosa che che in Italia non potremmo mai vedere.
Dopo i delfini un giro intorno agli isolotti all’interno del parco e nuotata finale tra le rocce magmatiche della coda di balena.
4 ore passate bene