Playa Preciosa

A circa 8 km da Puerto Jimenez, oltre l’aeroporto, vi è una spiaggia che mi avevano segnalato come interessante.
In effetti, dopo vari giri in bici ‘in centro’, gli 8km di strada sterrata e sabbiosa sono stati impegnativi considerato che anche stendere un bucato è un impegno non da poco con caldo feroce e niente aria. Si vede che ero provato all’arrivo eh? Però meritava.

L’incredibile forza delle onde, sempre superiori al metro e della risacca, oltre al fatto che la spiaggia era deserta, mi hanno spinto a non fare un vero bagno. Solo con le gambe in acqua sono stato scaraventato a terra un paio di volte.

L’oceano può essere pericoloso. In mare bisogna andarci coi piedi di piombo! 🙂

Puerto Jimenez e pubblica sicurezza

Direi che Puerto Jimenez è uno dei luoghi più remoti da raggiungere in questo paese. È molto più facile scendere a Panama che arrivare qui. Si tratta di un villaggio animato solo da turisti che cercano un accesso per raggiungere il Parco Corcovado.
Un piccolo molo, una minuscola pista e due uffici che chiamare aeroporto è troppo, un campo da calcio, una strada principale asfaltata e due parallele (e relative traverse) sterrate.

Ci sono però due banche che non applicano commissioni ai cambi di valuta a tasso ufficiale, un gran bel supermercato internazionale, una poderosa antenna per telecomunicazioni, due farmacie, palazzo di giustizia, ambulatori e studi legali, una pompa di benzina (80 eurocent/litro. Si, usano il sistema metrico decimale) e un fascino da far west.

Tradisce come uno sviluppo frettoloso in corso d’opera perché tutto si mescola ad alcuni negozi e locali da periferia caraibica o centroamericana.
Eppure in così poco spazio, a 320 km dalla capitale si trovano una stazione di polizia, una clinica pubblica dotata di pronto intervento (l’eccellente servizio sanitario è garantito a tutti e gratuito in Costa Rica), una stazione di pompieri, tutte quante di bellissimo e rassicurante aspetto e dotate di splendidi e fiammanti mezzi senza neppure una ditata sulle cromature!

Peraltro segnalo che, attenti come sono all’inquinamento, i mezzi di emergenza non accendono sirene di regola, a meno che non sia necessario mezzo secondo per farsi notare se i vistosi lampeggianti non bastano.

Mercoledì sera alla Marisqueria Corcovado

Neppure è citata la Mariqsueria Corcovado nella sempre più deludente – ormai direi vergognosa – Lonely Planet, ma su tripadvisor strappa il primo posto, anche per numero di commenti, tra i ristoranti del modesto e polveroso villaggio di Puerto Jimenez. Si parla di buon pesce, addirittura di ottimo sushi ma anche di tagli di carne.
Avevo già notato l’ubicazione passandoci davanti in bici dopo un pezzo di strada sterrata che di sera è davvero troppo poco illuminato.
Il locale fronte spiaggia altro non è che una struttura saldata coperta da un telo che ospita tavolini per una sessantina di coperti.

Cerco subito e trovo un menu. Rilegato, plastificato, graficamente ben impaginato e stampato, con foto invitanti e indicazioni bilingue.
Noto interessanti appetizers ma ero già orientato sul ceviche di cui avevo letto recenti commenti su tripadvisor.
Piatti di pasta, di carne, menu per bambini, ma anche risotti e dessert oltre ad una scelta di birre oltre le solite onnipresenti imperial, pilsen e bavaria.

Quattro camerieri in pantaloni corti vanno avanti e indietro a passo svelto malgrado i pochi tavoli occupati. Vedo passare un filetto di tonno appena scottato che è tutto un programma in mano al cameriere che mi accoglie. Esordisco mostrando il menu e dicendo ‘Bravi. È cosi che si fanno le cose’.
Mi spinge sul ceviche speciale completo che chiamano ‘Viagraton’ e mi dice di prendere solo quello per poi decidere.
Ripete più volte che non mangerò mai un ceviche migliore in vita mia e che, se una volta provato non mi convince, me lo paga lui!

Accompagnati da patacones (frittelle leggere di patata e rondelle di platano) gamberetti crudi freschissimi, polpo e bocconcini di pesce e verdure marinati. Speciale davvero. Il cameriere passando mi interroga con un cenno. ‘Facile preparare un piatto così con pesce tanto fresco’. Ride.
Non sazio al termine mi farei un’altra portata, sempre di pesce, evitando le pur suggerite aragostine perché più attratto dal tonno.
E tonno fu. Scottato sulla piastra e servito con radicchio, pomodoro e altre verdure fresche, patate fritte e salsa di soia.
A mio incompetente gusto, sarebbe stato buonissimo anche cotto un minuto in meno.
Come in altre occasioni le insalate sono sempre di verdure freschissime, croccanti e saporite.

Con una bottiglia di birra e una coppa di gelato il conto di 17050 colones (29 euro) mi lascia pure piacevomente sorpreso.
Anche per questo locale, apparentemente alla buona, accanto al raffinato (ma vuoto) Ristorante Il Giardino (italiano) il problema è quanto dista da casa!