Il parco Corcovado

Definito dal National Geographic ‘il luogo a più alta concentrazione biologica del pianeta’ il Parco Nazionale Corcovado protegge l’ultimo grande tratto di foresta pluviale tropicale dell’America Centrale.
Anche solo raggiungerlo è una sfida a meno che non si opti per un volo che atterra nella avventurosissima pista all’interno del parco.
Da Puerto Jimenez ha richiesto più di un’ora e mezzo di strada sterrata con fuoristrada attrezzato a guadare i fiumiciattoli presenti anche in questa stagione secca ed un ulteriore cammino di circa tre chilometri e mezzo per raggiungere la stazione Ranger di La Leona (e il percorso in senso inverso alla fine).

Qui, dopo qualche informazione su come comportarsi in caso di avvistamenti e anche di attacchi da parte di puma, giaguari o di una delle due specie di pecari presenti, ci siamo addentrati nel parco.

È stata un’esperienza entusiasmante per il tripudio di colori, suoni, paesaggi, animali e per la ricchezza delle informazioni forniteci da Pablo, la  giovane guida che, oltre al conduttore del land cruiser e agli altri visitatori francesi e tedeschi, componeva la spedizione organizzata da Osa Wild Tours di Puerto Jimenez (ringrazio in primo luogo Daniel e Veronica per la loro amichevole disponibilità, ma anche gli altri).
Mi sono peraltro intrattenuto per buona parte del percorso di ritorno in un’interessante chiacchierata con Pablo, su esperienze, aspirazioni, stili di vita ed aspettative in Costa Rica e Europa. Confronto che contribuisce non poco al giudizio positivissimo della giornata.
Durante l’escursione ho consumato quasi 5 litri di acqua. Ho scattato foto e girato video ma era più un’esperienza da vivere che da riportare.

3 pensieri riguardo “Il parco Corcovado”

  1. con il parco del corcovado fu amore a prima vista. nel passato cercavano l’oro nei torrenti dell’interno, se hai una mezza giornata a disposizione e un tico esperto può essere divertente.
    pura vida

    1. Eh lo so, ci pensavo a te che mi avevi influenzato coi tuoi commenti entusiastici. Io ero con un tico esperto ma avevo anche studiato prima e sapevo dei problemi coi disboscatori abusivi e i cercatori d’oro quando il parco fu istituito.

      1. Nei dintorni di Golfito e anche qui a P Jim ne ho visti di cercatori d’oro. So che devono essere autorizzati a causa dei problemi di erosione che l’attività incontrollata potrebbe causare

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