Questi ticos: le persone a Las Islas

Che servizio, ma oltre ciò disponibilità e una generosità ovunque cui noi non siamo abituati. Basta chiedere un’indicazione e chiunque smetterà di fare ciò che sta facendo per aiutarti. Talvolta non serve chiedere aiuto perché se ti vedono in difficoltà si fanno avanti da soli per offrirtene.
Qui a Las Islas il giardiniere, Johnny, terminata la pulizia della piscina, mi ha fatto da guida per avvistare animali e poi ha terminato dicendo che se mi piaccciono la natura e gli animali lui quando finisce di lavorare si ritrova con alcuni amici ‘al campo’ dove ha molti animali.
Dal momento che sarò alla Finca Köbö ho dovuto rifiutare ma spero di approfittare se ci sarà altra occasione.

Fernanda, la titolare de Las Islas, ieri sera mi ha sommerso di informazioni e prestato la propria bici, mentre Oscar, il figlio di 5 anni mi tempestava di domande e mi accompagnava per mano qua e là.

Oggi visiterò la Finca Köbö, una azienda agricola all’avanguardia per alcuni esperimenti di reforestazione che organizza un tour delle piantagioni tra cui il cacao che viene prodotto con degustazione finale di cioccolato prodotto e lavorato sul posto. Era una delle tappe previste da più di un anno.
L’altra addetta, Nena, simpatica signora sui 55, si è proposta, solo se voglio, di portarmi in macchina facendo la visita insieme perché le interessa e non c’è mai stata.
In questo paese la conoscenza delle persone vale non meno della scoperta dei paradisi che ospita.

Caimani in giardino

In poco più di mezz’ora, a Las Islas Lodge, nel vialetto tra la reception e la mia camera ho avvistato di tutto.
Tucani, martin pescatori, iguane, gechi, tartarughe, colibrì di vari colori e dimensioni, macachi e caimani nel fiumiciattolo che scorre tra gli appartamenti. Scimmie scoiattolo hanno attraversato il parco nel tardo pomeriggio.

Un dovuto aggiornamento del post mi obbliga ad inserire, a fine viaggio, foto e un breve video degli animali avvistati esclusivamente all’interno dei giardini de Las Islas Lodge. Difatti ne ho visti molti più ma non ho avuto la possibilità di immortalarli.

Las Islas: pura vida!

Per la struttura che mi ospita durante l’ultima tappa nel paese non mi viene un termine diverso che favolosa.
Dal momento che il minuscolo e polveroso villaggio di Puerto Jimenez dista circa mezz’ora a piedi o richiede corse in taxi, mi hanno messo a disposizione una bici e con 2$ possono ordinarmi pranzo o cena da ognuno dei locali presenti. Non c’è ristorante annesso ma un bar si.
Qui è favoloso!

È necessario un aggiornamento a questo post per una menzione speciale alla colazione: vero che venendo da Bahia Azul di Uvita dove non c’era scelta qualunque cosa in più fa scena, ma il menu colazione de Las Islas con 6 tipi di  colazione è davvero da leccarsi i baffi. Ce n’è per ogni gusto: tipica locale, continentale, francese, americana con uova e bacon,..
Il tavolino con succhi di frutta, latte, caffé e confetture ti stuzzica mentre aspetti che ti preparino quella prescelta.
Le mie scelte sono sempre state tra:

  1. costaricense con uova, riso, fagioli, avocado, filetti di platano maduro fritto, avocado fresco, tortilla con prosciutto e formaggio alla piastra;
  2. continentale: pane tostato, burro e un’ottima marmellata di guava oltre a frutta ‘di stagione’ (e qui a km 0!) come banana, ananas, papaya, mango, melone e anguria;
  3. pan cakes e il medesimo asstortimento di bocconcini di frutta fresca.

Insomma, dovrò proprio venire via di qui?!

Las Islas Lodge
Puerto Jimenez, Osa Peninsula, Puntarenas
www.lasislaslodge.com

Tra Uvita e Golfito

Anche per questo spostamento il mezzo principale sarà un autobus di linea. Finora mi sono trovato bene con gli standard dei mezzi pubblici e la viabilità si è dimostrata più che adeguata, a differenza delle indicazioni della ultima ed ‘aggiornata’ Lonely Planet.

Rispetto ai precedenti passaggi da San josè a Manuel Antonio ed al successivo fino a qui, il paesaggio pare diventare pianeggiante e meno circondato da rilievi.
I colori si fanno più sgargianti, specie nei prati forse perché questi cominciano a dominare la scena. Le coltivazioni di palme, più rare, resistono ancora.
Le zone si fanno meno densamente abitate e certamente non urbanizzate a parte i piccoli centri caotici di Palmar Norte e Rio Claro. Qui, dalla strada che in 20km arriva alla frontiera con Panamà, si divide quella che rientra verso Golfito.

Mano a mano che si scende si vedono pochissime rudimentali costruzioni (per non dire baracche) coperte di ondulati metallici o sintetici ma sempre rigorosamente dotate di antenne satellitari. Qualche sporadica pulperia (bottega di generi alimentari) e piccoli locali di ritrovo, orticelli e qualche capo di bestiame secondo una progressiva minore densità e sempre attorno ai rivoli di acqua dolce.

Golfito ha l’aspetto atteso: quella di un centro sviluppatosi per la presenza di una grande azienda e relative piantagioni di banane. Una grave malattia colpì le piante tanto duramente da costringerla a chiudere i battenti. Nel tentativo di salvare la zona, il governo vi istituì una zona duty-free detta ‘la zona americana’, oggi meta di famiglie costaricensi che si recano al profondo sud per spese folli ma, a parte questo, è un luogo frequentato solo da diportisti ubriachi e prostitute.
Non ho avuto né tempo né voglia di scattare foto in questo squallido centro per dirigermi immediatamente al ‘muellecito’ (piccolo molo) che ospita l’andirivieni dei ferry-boat che in poco più di mezz’ora attraversano il golfo Dulce da e verso Puerto Jimenez.

Domani verso Puerto Jimenez

Al centro informazioni turistiche di Uvita una brillante e simpatica signora mi ha suggerito un’alternativa allo spostamento che prevedevo per domani e che comportava una mostruosa levataccia al buio o una rischiosa coincidenza.

In pratica prenderò un bus alle 10 che in due ore mi porterà a Golfito e da lì ferry boat o al peggio acqua taxi a destinazione risparmiando tutta la strada pessima nella penisola di Osa.
Ottimo! Peraltro riguardando alcune foto e dettagli de Las Islas Lodge, sono proprio curioso.

Temo proprio che in questa tappa non potrò fare a meno del noleggio di una vettura, specie se vorrò vedere alcuni posti in zona..

Ultimo giorno a Uvita

Ieri dopo la gita in barca e un meritato riposo, sono partito dall’hotel alle cinque e mezza per percorrere ancora con la luce del giorno i 3.4km che mi separano dal centro di Uvita (il sole, da quando sono in Costa Rica sorge sempre alle 5.58 e tramonta alle 17.41, alle 18 è buio).
Mi sono fermato al Sibu Cafè per una bibita e quattro chiacchiere poi mi sono diretto ad una pizzeria che avevo notato. Finalmente un eccezione: ho mangiato la pizza più pesante che io ricordi in età adulta. Il locale era ovviamente gestito da un italiano.

Stamani ricca colazione, incontro con un gruppo di harleysti panamensi (tutti sopra i 40 e si giubbotti di pelle, ma barba perfettamente fatta e chiaramente tutti facoltosi).
Ho fatto i 20 minuti di cammino per la spiaggia ma lì, anche prima delle 9, ho resistito mezz’ora al sole prima di mettermi all’ombra.

Ricco bagno lanciandomi tra le onde a volo di superman e stop alla Flutterby House per spuntino. Ho conosciuto una coppia di hippies settantenni di quelli che potrebbero essere stati a Woodstock… Non ho avuto il coraggio di fotografarli. Meravigliosi. Meraviglioso l’ostello, vale la tappa di Uvita!
Da lì mi sono nuovamente incamminato per l’hotel e ho fatto autostop e strappato un passaggio.

Più tardi tornerò in centro x chiedere conferma degli orari dei bus per l’ultima tappa e verosimilmente cenerò in centro.

In barca nel parco Ballena

Ritrovo alle 8.30 all’ingresso del Parco Nazionale Marino Ballena, briefing sul tour e sulle precauzioni e via. Un gruppo di 8 persone di varie provenienze alla ricerca di delfini e realisticamente non delle balene che sono più facilmente avvistabili tra agosto e ottobre.
La guida, Pedro, era veramente molto preparata e discorreva in varie lingue (si è scelto lo spagnolo vista l’eterogeneità di idiomi) di animali, geologia, storia. Toccante per me l’espressione soddisfatta di Pedro dopo il recupero dal mare di un cartoncino di succo di frutta che ha richiesto un paio di manovre, cosa che che in Italia non potremmo mai vedere.
Dopo i delfini un giro intorno agli isolotti all’interno del parco e nuotata finale tra le rocce magmatiche della coda di balena.
4 ore passate bene


Il Sibu Cafè di Uvita

Piacevole scoperta per una colazione di metà mattinata coi fiocchi il Sibu Cafè. Vende caffè locale e produce torte, sandwiches, caffè e cappuccini eccezionali, ma anche hamburgers e altre opzioni per pranzo e cena.
In questo momento sto mangiando un hamburger delizioso.

A fine pasto mi avvicino al titolare che parla con un altro tipo in una lingua che non riconosco e che sembra nord europea.
Mi dice di essere ungherese, ex produttore di show televisivi tra cui varie edizioni europee di survivor, di essersi innamorato di Uvita e di esserci rimasto a vivere. Dopo tre anni apre il locale che è infatti aperto da circa un anno.
Un altro esempio di coraggio nel mollare tutto e cambiare vita.
Peraltro mi spiega che i capitali sono ben voluti, la burocrazia è all’osso, assumere costa poco. Spazio ce n’è e tanto. Io, ad esempio, cercavo una lavanderia a gettoni… Chi ha una mezza idea oltre a me?

E comunque averne almeno uno da noi dei locali che sto scoprendo in Costa Rica!
P.S.: non fatevi ingannare dal locale vuoto, sono io che ho deciso di fermarmi a cenare alle 7.30

The Flutterby House

L’ostello da sogno a Uvita

Gestito da due sorelle californiane, offre servizio bar e ottimi sandwiches anche ai non ospiti. Biciclette e surf in prestito, cassette di sicurezza gratuite anche per i non ospiti, spazio yoga, ‘fumatori’ e un’atmosfera favolosa.

Meta di surfisti e ospiti pressoché americani è per me tappa obbligata all’andata in spiaggia per farmi riempire la sacca idrica dello zaino di ghiaccio e al ritorno per birrino ed eventuali altri ristori.
Ho lasciato anche qualche monetina nel barattolo ‘Justin Bieber assassination fund’!

The Flutterby House, Uvita, Costa Rica
www.flutterbyhouse.com
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